Politiche globali sull’idrogeno: come le nazioni stanno alimentando la transizione energetica

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Idrogeno articolo ottobre

Mentre il mondo accelera verso la decarbonizzazione, l’idrogeno verde emerge come uno dei pilastri più promettenti della transizione energetica. Prodotto attraverso l’elettrolisi alimentata da fonti rinnovabili, l’idrogeno verde ha il potenziale per decarbonizzare i settori hard-to-abate (a difficile decarbonizzazione), dall’industria pesante ai trasporti, sostenendo al contempo l’indipendenza energetica e la stabilità della rete. I governi di tutto il mondo stanno definendo politiche, incentivi e partnership per trasformare questo potenziale in una realtà su larga scala, con l’obiettivo condiviso di far evolvere l’idrogeno da una tecnologia di nicchia a leva strategica per un’economia globale più pulita e resiliente.

La nuova priorità energetica 

L’urgenza del cambiamento climatico e la volatilità dei mercati dei combustibili fossili hanno ridefinito le priorità energetiche di molte nazioni. I policy maker considerano sempre più l’idrogeno verde non solo uno strumento per ridurre le emissioni di CO₂, ma anche una risorsa strategica per la sicurezza energetica e la competitività industriale.

A differenza dei combustibili convenzionali, l’idrogeno può essere prodotto localmente utilizzando risorse rinnovabili come l’energia solare ed eolica. Ciò consente ai paesi di diversificare il proprio mix energetico, ridurre la dipendenza dalle importazioni e costruire filiere industriali domestiche, dalla produzione di componenti ai sistemi di elettrolisi su larga scala.

Per settori come quello siderurgico, chimico e della mobilità, l’idrogeno verde rappresenta  una soluzione concreta per ridurre le emissioni senza rinunciare a produttività e competitività.

Modelli di politica energetica che guidano l’economia dell’idrogeno

In tutto il mondo, i governi stanno plasmando la transizione energetica attraverso modelli di policy  distinti ma complementari.
Regolamentazione, incentivi e partnership industriali stanno contribuendo ad accelerare lo sviluppo dell’idrogeno all’interno di un’economia sempre più decarbonizzata.

Unione europea (UE) – Il Green Deal, Fit for 55 e REPowerEU

L’Unione Europea continua a guidare le politiche globali in materia di idrogeno. Basandosi sul Green Deal europeo e sul pacchetto Fit for 55, lil nuovoREPowerEU roadmap (2025-2027) introduce misure legislative per accelerare la transizione verso l’energia pulita.

Il piano aggiornato punta a 20 milioni di tonnellate di idrogeno rinnovabile entro il 2030, equamente suddivise tra produzione interna e importazioni. A supporto troviamo l’espansione della Banca europea dell’Idrogeno, la realizzazione di nuove infrastrutture transfrontaliere nell’ambito dell’European Hydrogen Backbone (EHB) e  lo sviluppo Hydrogen Valleys diffuse e integrate in tutti gli Stati membri.

La Commissione ha ribadito il suo impegno a favore dell’idrogeno come pilastro  della strategia europea di decarbonizzazione e sicurezza energetica. Nei prossimi anni, l’attenzione si concentrerà sul potenziamento delle infrastrutture, sul rafforzamento dei sistemi di certificazione e tracciabilità e sull’armonizzazione dei quadri internazionali di import ed export.

Stati Uniti – Inflaction Reduction Act  e gli hub per l’idrogeno

Gli Stati Uniti rimangono un attore chiave nella transizione globale verso l’idrogeno, anche se il loro quadro politico è attualmente in evoluzione.

L’Inflation Reduction Act (IRA), del 2022, ha introdotto una serie di crediti d’imposta a lungo termine per promuovere la produzione di idrogeno pulito, tra cui il Clean Hydrogen Production Credit (Sezione 45V), che incentiva  l’idrogeno a basse emissioni di carbonio fino a  3 $/kg. Questi incentivi sono ancora in vigore e all’inizio del 2025 il Tesoro degli Stati Uniti ha confermato l’aggiornamento delle linee guida.

Parallelamente, il Regional Clean Hydrogen Hubs Program (H2Hubs), gestito dal Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti, continua a promuovere lo sviluppo di ecosistemi su larga scala per la produzione, lo stoccaggio e la distribuzione dell’idrogeno. Tuttavia, con il cambio di amministrazione nel 2025, le allocazioni di finanziamento sono in fase di rivalutazione e alcuni hub potrebbero essere oggetto di revisione o riduzione. 

Nonostante questa incertezza, gli Stati Uniti rimangono un mercato strategico  per l’idrogeno su scala industriale, sostenuto  dalle politiche statali e dal dinamismo  degli investimenti privati.

Cina – Dall’idrogeno industriale alla trasformazione verde

La Cina è oggi il maggior produttore di idrogeno al mondo, con oltre un terzo della produzione globale. Sebbene la maggior parte della produzione derivi ancora da fonti fossili, il governo sta rapidamente orientando il settore verso soluzioni  a basse emissioni di carbonio, basate sulle energie rinnovabili.

Il Piano a medio e lungo termine per lo sviluppo dell’industria dell’energia a idrogeno (2021-2035) definisce  l’ambizione della Cina di rendere l’idrogeno un pilastro fondamentale della sua strategia di decarbonizzazione.

Le recenti politiche favoriscono lo sviluppo di progetti di elettrolisi su larga scala alimentati da energia solare ed eolica, soprattutto in regioni come la Mongolia Interna, Hebei e Xinjiang, dove le risorse rinnovabili sono abbondanti. Parallelamente la Cina sta  accelerando sulla mobilità a fuel cell  e sulle applicazioni industriali dell’idrogeno, con l’obiettivo di rafforzare sia il proprio ruolo tecnologico sia la futura capacità di esportazione di idrogeno verde. L’approccio del governo combina pianificazione centrale, zone pilota regionali e partnership pubblico-private con l’obiettivo di favorire un”adozione”più rapida mantenendo la competitività economica del settore.

Giappone e Corea del Sud – Tecnologia e visione industriale

Giappone e Corea del Sud consolidano a loro leadership in Asia grazie a strategie industiali di lungo periodo e a un forte impulso all’innovazionetecnologica.

La Basic Hudrogen Strategy del Giappone resta  il fondamento della politica energetica nazionale, integrando l’idrogeno nella produzione di energia, nei trasporti e nell’industria pesante. Gli aggiornamenti introdotti nel 2024 hanno definito  nuove soglie di emissione basate sul  ciclo di vita per l’”idrogeno pulito” e rafforzatole partnership internazionali di importazione con Australia e Medio Oriente.

L’Hydrogen Economy Roadmap 2040 della  della Corea del Sud segue una traiettoria simile. L’idrogeno è stato riconosciuto come tecnologia strategica nazionale e il Paese ha lanciato il primo mercato di  offerta energia da idrogeno a livello globale, con l’obiettivo di stimolare gli investimenti privati. Le priorità attuali includono l’espansione delle infrastrutture di rifornimento, la produzione di celle a combustibile e i sistemi di certificazione nazionali per l’idrogeno a basse emissioni di carbonio.

Insieme, Giappone e Corea del Sud stanno trasformando l’Asia in un hub tecnologico dell’idrogeno, contribuendo alla  competitività industriale e alla sicurezza energetica regionale.

Medio Oriente – NEOM Green Hydrogen e Masdar Clean Energy

Il Medio Oriente è diventato una delle regioni più dinamiche per lo sviluppo dell’idrogeno verde, grazie all’abbondanza di risorse rinnovabili e a strategie fortemente orientate all’esportazione.
In Arabia Saudita, il NEOM Green Hydrogen Project rimane uno dei progetti più ambiziosi a livello globale, , grazie alla produzione di idrogeno e ammoniaca interamente da energia eolica e solare per i mercati internazionali. 

Negli Emirati Arabi Uniti, Masdar continua ad ampliare il proprio portafoglio di energia pulita, sviluppando impianti su larga scala per la produzione di idrogeno e carburanti sia destinati sia al mercato domestico sia all’export.
Le nuove alleanze con partner europei e asiatici stanno posizionando la regione come uno dei pricipali leader emergenti leader nelle esportazioni di idrogeno rinnovabile a costi competitivi, segnando una transizione significativa dal ruolo tradizionale  dell’energia fossile ad una posizione di rilievo  nell’energia pulita.

Alleanze e collaborazioni globali nel settore dell’idrogeno

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L’economia globale dell’idrogeno sta crescendo grazie a alleanze strategiche e partnership industriali che coinvolgono governi, centri di ricerca e fornitori di tecnologia. Iniziative come l’Hydrogen Council e varie  piattaforme di cooperazione regionale promuovono standard condivisi, sistemi  di certificazione e investimenti congiunti per rafforzare  la filiera dell’idrogeno.

In questo contesto, FRIEM partecipa attivamente ad associazioni internazionali e progetti di collaborazione dedicati allo sviluppo delle tecnologie dell’idrogeno.

Grazie alla sua esperienza nella conversione di energia e nell’integrazione di sistemi, FRIEM contribuisce alla realizzazione di di soluzioni efficienti per l’elettrolisi e per le applicazioni industriali dell’’idrogeno , collaborando con partner che condividono la stessa visione di sostenibilità e innovazione.

Sfide nell’attuazione della politica globale sull’idrogeno

Nonostante ambizioni politiche, il settore globale dell’idrogeno deve ancora affrontare diverse sfide strutturali.
I costi di produzione rimangono elevati, lo sviluppo delle infrastrutture procede in modo  disomogeneo e la mancanza di standard armonizzati rallenta il commercio e gli investimenti internazionali.
Per molti settori industriali, la transizione all’idrogeno richiede non solo politiche di supporto, ma anche tecnologie affidabili e ad alta efficienza in grado di operare con fonti rinnovabili variabili. 

Un altro fattore che influenza la diffusione dell’idrogeno è la diversa convenienza economica tra le varie forme disponibili.
Sebbene l’idrogeno verde, prodotto tramite elettrolisi alimentata da fonti rinnovabili, sia l’opzione più sostenibile, oggi presenta costi più elevati. L’idrogeno blu, ottenuto  dal gas naturale con sistemi di cattura della  CO₂ cattura (CCS), e l’idrogeno grigio, prodotto senza abbattimento delle emissioni, , sono attualmente più economici ma generano  CO₂ durante la produzione.
Raggiungere la  parità di costo per l’idrogeno verde è quindi una priorità strategicae richiede produzione  su larga scala, politiche mirate e innovazione continua nei sistemi di efficienza e conversione.

Per sostenere questo percorso,  FRIEM progetta e produce unità di conversione di alta qualità  (PSU) che assicurano  una fornitura di energia stabile, efficiente e precisa ai sistemi di elettrolisi, ottimizzandone le prestazioni anche in presenza di input rinnovabili fluttuanti. , Queste tecnologie migliorano l’affidabilità e  l’economicità dei processi, contribuendo alla competitività della produzione di idrogeno verde

Il futuro della politica globale sull’idrogeno

Il prossimo decennio sarà decisivo per trasformare l’idrogeno da ambizione politica a realtà industriale.

I governi continueranno a impegnarsi per allineare i sistemi di certificazione, i quadri normativi per il commercio e le infrastrutture transfrontaliere, mentre le industrie aumenteranno la produzione, lo stoccaggio e l’integrazione tecnologica.

In questo contesto, la collaborazione tra istituzioni, associazioni e fornitori di tecnologia svolgerà un ruolo cruciale nel garantire progressi costanti e standard condivisi.

FRIEM, attraverso il suo coinvolgimento in associazioni incentrate sull’idrogeno e la sua esperienza nelle unità di conversione (PSU) e nei sistemi di conversione dell’energia, sostiene attivamente questa transizione.

Sviluppando soluzioni affidabili, efficienti e scalabili per l’elettrolisi e le applicazioni industriali dell’idrogeno, FRIEM contribuisce a rafforzare il legame tra l’energia rinnovabile e le tecnologie che rendono possibile la transizione energetica globale.

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